PMI e Finanza Sostenibile: arriva il nuovo Standard Europeo!

PMI e Finanza Sostenibile: arriva il nuovo Standard Europeo!

La Piattaforma UE sulla Finanza Sostenibile ha pubblicato lo SMEs Sustainable Finance Standard per facilitare l’accesso delle PMI ai finanziamenti verdi. Lo standard distingue attività, imprese e investimenti ammissibili e propone uno strumento online di screening.

SM Es Sustainable Finance Standard 1

La Piattaforma sulla Finanza Sostenibile dell’UE ha pubblicato un nuovo standard di finanza sostenibile per le PMI per supportare le piccole e medie imprese nella rendicontazione delle iniziative ESG e riuscire ad ottenere i finanziamenti necessari per portarle avanti.

La Piattaforma ha presentato a Marzo 2025 un rapporto chiamato “Streamlining Sustainable Finance for SMEs” dove propone una semplificazione della finanza sostenibile per le PMI.

Lo standard si focalizza su obiettivi di mitigazione e adattamento e per l’accesso al finanziamento distingue:

  1. Attività: si tratta di quelle presenti all’interno della Tassonomia (Taxonomy Climate Delegate Act) e di quelle che al momento non vi sono inserite ma che potrebbero esserlo in futuro
  2. Imprese:
    1. PMI che hanno incluso nel business model pratiche che perseguono la transizione ad un’economia sostenibile

Nel caso della general-purpose finance, ossia dove l’esatto utilizzo dei fondi non è specificato ma le attività delle PMI e il suo business sono ben conosciute dal finanziatore, il totale dei finanziamenti rilasciati alle PMI si qualificano all’interno dello standard se:

  • L’attività principale dell’azienda rientra tra quelle incluse nella lista di attività di cui al punto 1
  • La PMI può dimostrare di rientrare tra le imprese elencate secondo i criteri del punto 2

Nel caso invece del known-use of proceeds finance, dove si supporta uno specifico progetto o iniziativa, gli investimenti finanziati si qualificano all’interno dello standard se:

  • L’investimento in un progetto è un’attività che rientra nella lista di cui al punto 1
  • L’investimento è legato a una o più attività, indipendentemente dall’attività economica della PMI

Attività incluse nel Taxonomy Climate Delegate Act

Il primo set di requisiti è basato sulle attività della Tassonomia incluse nel Taxonomy Climate Delegate Act. Per semplificare l’esistente screening dei requisiti e la descrizione delle attività ammissibili che meglio si adattano alle capacità e alla realtà economica delle PMI, sono state proposte 7 Recommendations.

  • Raggruppare attività simili per ridurre il numero di attività da valutare/potenziali criteri di segnalazione: molte attività incluse nella Tassonomia sono specificate separatamente, quando in realtà hanno natura simile o hanno criteri tecnici di screening che si sovrappongono. Si raccomanda di raggruppare tali attività in modo da ridurre il numero di attività da valutare così come i criteri di segnalazione.
  • Rimuovere l’ambiguità nelle parole utilizzate: riferirsi a criteri concreti e misurabili e non utilizzare parole/concetti che possono essere poco chiari o aperti all’interpretazione. Es: quando si fa riferimento a “substantial” GHG reductions sarebbe più opportuno utilizzare una percentuale di riduzione.
  • Chiarire i riferimenti alla legislazione UE: molti criteri della Tassonomia fanno riferimento a definizioni incluse in altre leggi, piuttosto che specificarle direttamente nel testo. È quindi difficile per le PMI ricercare ciascuna definizione nelle Normative UE. Questa raccomandazione si applica ad attività tassonomiche quali: veicoli, stoccaggio sotterraneo di CO2 e attività manifatturiere.
  • Chiarire i riferimenti ad altre sezioni della Tassonomia: alcuni criteri della Tassonomia fanno riferimento ad altre sezioni della stessa per la definizione di determinati concetti. Sarebbe opportuno capire come i punti chiave dell’attività a cui si fa riferimento possano essere inclusi nello strumento online proposto per effettuare uno screening delle attività ammesse allo standard. Esempi di attività della Tassonomia a cui tale raccomandazione si applica sono: installazione di pompe di calore, stoccaggio di idrogeno e di elettricità.
  • Modificare i riferimenti alle “due classi più popolate” delle etichette: Alcuni criteri della Tassonomia includono riferimenti alle "due classi più popolate" applicabili a determinate etichette, che sono definite in altre legislazioni dell'UE e/o nella documentazione di supporto dell'UE. Piuttosto che richiedere alla PMI di esaminare questi materiali per definire quali sono le due classi più popolate in un dato momento per l'attività specifica in cui stanno investendo, si raccomanda di semplificare fornendo il riferimento esatto. Per praticità, sarebbe importante disporre di criteri fissi che potrebbero essere rivisti e aggiornati se necessario. Questa raccomandazione si applica alle attività di tassonomia sulla fabbricazione di apparecchiature per l'efficienza energetica negli edifici e durante l'installazione, manutenzione e riparazione di apparecchiature per l'efficienza energetica.
  • Chiarire l’utilizzo dei codici NACE e che non devono essere considerati come unica utile classificazione per le attività economiche delle PMI: mentre per alcune PMI l’utilizzo dei codici NACE può essere utile ed accurato per classificare le loro attività sotto lo standard di sustainable finance per le PMI, per altre potrebbe invece non esserlo. Questo accade perché non tutte le attività economiche possono essere classificate propriamente con un codice NACE, come ad esempio le nuove attività legate alle green-tech innovative. Si raccomanda di chiarire che, indipendentemente dal codice NACE della PMI, essa può accedere ai finanziamenti sotto lo standard in base al fatturato rilevante dell’anno precedente o gli investimenti sul capitale (Capex). Altrimenti potrebbero essere utilizzati anche altri sistemi di classificazione delle attività economiche come ad esempio i codici PRODCOM.
  • Semplificare le richieste di Life-Cycle Assessment (LCA): Per le PMI ci sono diversi problemi nell’effettuare tale assessment, legati in particolar modo alla poca disponibilità di dati ed ai costi troppo elevati.

Imprese

Il secondo criterio riguarda le imprese ed è utile per comprendere quali PMI rientrano nello spettro applicativo dello standard di sustainable finance. Secondo il criterio vi rientrerebbero le PMI che hanno recentemente incluso nel proprio business model delle pratiche climate-related che perseguono una transizione ad un’economia sostenibile, o se la PMI detiene una certificazione climate-related (tra quelle presenti una lista predeterminata approvata dalla Commissione). I criteri sono ispirati a quelli inclusi nell’EIF Sustainability Guarantee product.

I suddetti criteri si applicherebbero alle PMI la cui attività principale (determinata in base al fatturato) non deriva da attività incluse nella Tassonomia. Questo perché un’impresa che già svolge attività che rientrano nella Tassonomia cade di già nell’ambito applicativo dello standard.

Il criterio del “business model” vuole raggiungere le PMI la cui attività principale può essere considerata come “non arreca un danno significativo” né “contribuisce in modo significativo alla mitigazione del cambiamento climatico”, come le PMI manifatturiere. Tale criterio è considerato pertinente in relazione alle attività classificate dalla Tassonomia come attività transitorie, che comprendono pratiche manifatturiere ad alta intensità energetica: cemento, alcuni prodotti chimici, ferro e acciaio.

Investimenti

Il terzo punto riguarda gli investimenti delle PMI in progetti o misure al di fuori della loro attività principale, ma che permettono di avere dei miglioramenti della sostenibilità legati al clima. Alcuni investimenti fatti dalle PMI su, ad esempio, efficienza delle risorse non sono inclusi ad oggi nella Tassonomia.

Per supportare le PMI nel calcolo delle emissioni GHG, la bozza EFRAG dello standard VSME offre link utili a documenti che forniscono linee guida ed esempi di calcolo, come.

  • Strumenti di calcolo e linee guida del GHG Protocol
  • SME climate hub
  • Business Carbon Calculator by Normative
  • Carbon Trust SME Carbon Footprint Calculator
  • UK Business Climate hub

Un tool di screening online

Per supportare le PMI nella richiesta di finanziamenti destinati ad attività o investimenti conformi allo standard di finanza sostenibile, la Piattaforma propone lo sviluppo di un tool online. Questo strumento dovrebbe ispirarsi a modelli già esistenti, come lo strumento di garanzia di sostenibilità del FEI e lo strumento di verifica verde della BEI, entrambi cofinanziati dalla Commissione europea attraverso il programma InvestEU.

L’obiettivo è offrire alle PMI un mezzo pratico per valutare se l’attività o l’investimento che intendono realizzare possa essere considerato idoneo secondo i criteri dello standard. Inoltre, il nuovo strumento potrebbe integrare o armonizzarsi con iniziative nazionali già operative, finalizzate a supportare le PMI nella rendicontazione e nel miglioramento delle proprie performance in materia di sostenibilità.

Perché questo standard?

Il motivo principale è legato al fatto che le PMI rappresentano oltre il 50% del PIL dell'Unione Europea e sono responsabili di oltre il 63% delle emissioni di gas serra generate dalle imprese. Il loro ruolo è quindi centrale nella transizione dell'UE verso un'economia a zero emissioni nette, resiliente e sostenibile sotto il profilo ambientale.

Nonostante questa importanza strategica, la maggior parte delle PMI continua a fare affidamento su risorse interne per finanziare i propri progetti di sostenibilità, in quanto quando cercano fonti esterne, i prestiti bancari rappresentano ancora la principale modalità di finanziamento.

Tuttavia, le PMI si trovano ad affrontare ostacoli significativi. Tra questi vi sono le soglie minime di prestito spesso troppo elevate, la complessità dei requisiti normativi, la scarsa consapevolezza o capacità di gestire le informative sulla sostenibilità e la limitata applicabilità della tassonomia UE, che non è stata concepita tenendo conto delle specificità delle PMI. Questi fattori ostacolano l'accesso delle piccole e medie imprese ai finanziamenti sostenibili e compromettono la loro capacità di comunicare efficacemente gli impatti climatici delle proprie attività.