EU Digital Product Passport: criteri di implementazione e opportunità
Il passaporto digitale di prodotto dovrà contenere un insieme di informazioni complete, accurate e aggiornate sull’intero ciclo di vita del bene, tra cui: origine, composizione, impronta ambientale, conformità, durabilità, opzioni di riparazione e riciclabilità.
Il Digital Product Passport (DPP) è uno strumento obbligatorio introdotto dal Regolamento Ecodesign (ESPR) volto a favorire la trasparenza, la gestione sostenibile del ciclo di vita e la circolarità dei prodotti fisici - inclusi componenti e materiali - immessi nel mercato UE o messi in servizio. Gli utenti interessati, tra cui consumatori, autorità ed operatori economici, potranno accedere alle informazioni del documento relative alla tracciabilità, sostenibilità ed ecocompatibilità del prodotto associato tramite QR code, o tecnologie equivalenti, collegate a un identificativo univoco applicato direttamente sul bene.
Implementazione e settori interessati
Per le imprese, l'adozione del DPP non si limita all'apposizione di un'etichetta, ma richiede una profonda revisione della governance dei dati.
Il passaporto digitale di prodotto dovrà infatti contenere un insieme di informazioni complete, accurate e aggiornate sull’intero ciclo di vita del bene, tra cui: origine, composizione, impronta ambientale, conformità, durabilità, opzioni di riparazione e riciclabilità.
Il percorso di adozione riguarderà nel lungo termine la maggior parte dei prodotti venduti nel mercato europeo, prevedendo un'implementazione obbligatoria graduale. Le specifiche saranno definite tramite atti delegati adottati dalla Commissione Europea per ciascun settore a partire dal 2026/2027, con priorità per le seguenti categorie:
- Batterie: obbligo disciplinato dal Regolamento Batterie (UE) 2023/1542, a partire dal 18 febbraio 2027;
- Ferro e acciaio;
- Tessili e calzature;
- Alluminio;
- Pneumatici;
- Prodotti chimici e detergenti;
- Elettronica di consumo.
In particolare, le imprese dovranno monitorare due momenti chiave: l'emanazione della norma settoriale e la fine del relativo periodo transitorio. Entro il 2030, la quasi totalità dei prodotti fisici immessi nel mercato UE dovrà essere dotata di DPP, con limitate eccezioni quali alimentari e farmaci.
Valore aggiunto alla compliance
Oltre a rappresentare un fattore imprescindibile di conformità rispetto agli obblighi informativi previsti dalla normativa europea, il DPP offre alle imprese l’opportunità di ottimizzare la tutela del brand attraverso una trasparenza verificabile, rafforzando al contempo, la capacità di intercettare le scelte dei consumatori orientati ad acquisti consapevoli. Inoltre, il passaporto digitale di prodotto potrà favorire l’implementazione di modelli circolari, la raccolta strutturata di dati tra partner e un monitoraggio più efficace della filiera dei fornitori e del ciclo di vita del prodotto.
Articolo di Marta Pisillo