Decreto Ambiente 2024: modifica al Codice dell'Ambiente (D.Lgs. 152/2006)

Decreto Ambiente 2024: modifica al Codice dell'Ambiente (D.Lgs. 152/2006)

Il Decreto Ambiente 2024 introduce misure per accelerare la transizione ecologica: semplificazioni per le energie rinnovabili, incentivi all’economia circolare, restrizioni sugli idrocarburi e piani contro il dissesto idrogeologico. Un passo cruciale per la sostenibilità e il futuro ambientale del Paese.

Decreto Ambiente 2024 modifica al Codice dell Ambiente

Pubblicato in Gazzetta Ufficiale il 13 dicembre 2024, il Decreto Ambiente 2024 ha l’obiettivo di rendere più sostenibile la gestione delle risorse ambientali e accelerare il processo di decarbonizzazione. I principali punti del decreto riguardano:

Valutazione e autorizzazioni ambientali

Il decreto dà priorità ai progetti sostenibili che contribuiscono al raggiungimento degli obiettivi del PNIEC (Piano Nazionale Integrato per l'Energia e il Clima) e del PNRR (Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza). In particolare, viene introdotta una corsia preferenziale per le Valutazioni di Impatto Ambientale (VIA) relative alle energie rinnovabili, con particolare attenzione agli impianti offshore, all’idrogeno e all’idroelettrico. Tra le misure previste, figurano anche interventi per la produzione di idrogeno verde e il potenziamento di impianti eolici e fotovoltaici.

Oltre all’accelerazione delle valutazioni di impatto ambientale (VIA) per i progetti che favoriscono la decarbonizzazione, il decreto introduce le seguenti novità:

  • Obbligo di dichiarazione sulla disponibilità del terreno: chi presenta un progetto per impianti di energia rinnovabile (fotovoltaico, solare termodinamico, biomassa, biogas o produzione di biometano) dovrà allegare alla VIA una dichiarazione che attesti la disponibilità legale dell’area su cui sarà realizzato l’impianto;
  • Verifica dei progetti in linea con il Testo Unico sulle Rinnovabili: le procedure di assoggettabilità ai controlli statali, regionali e provinciali sono armonizzate con la normativa sulle energie rinnovabili;
  • Priorità ai progetti strategici: viene previsto un iter preferenziale nelle valutazioni delle commissioni VIA-VAS e PNRR-PNIEC per:
    • impianti di accumulo idroelettrico mediante pompaggio puro, che aumentano la capacità di stoccaggio dell’acqua, anche attraverso il ripristino di invasi esistenti;
    • sistemi di cattura, trasporto e stoccaggio geologico della CO₂, compresi gli impianti correlati;
    • conversione di impianti industriali in bioraffinerie, incentivando la produzione di biocarburanti;
    • nuovi impianti idroelettrici fino a 10 MW, per ottimizzare l’utilizzo delle risorse idriche a fini energetici.

Economia circolare e gestione dei rifiuti

Il decreto promuove l’economia circolare incentivando la riduzione, il riutilizzo e il riciclo dei rifiuti, sostenendo modelli di produzione e consumo più sostenibili. Le principali misure in questo ambito includono il rafforzamento del ruolo dell'Albo dei Gestori Ambientali, con una maggiore rappresentanza delle categorie coinvolte. L’introduzione di nuove regole per il verde pubblico, per garantire una migliore manutenzione del paesaggio, ed in fine una semplificazione per le piccole imprese, ossia, il legale rappresentante delle piccole imprese può assumere il ruolo di responsabile tecnico nella gestione dei rifiuti senza necessità di verifiche di idoneità iniziali o aggiornamenti, se ha ricoperto tale incarico per almeno tre anni consecutivi nella stessa azienda. La verifica sarà effettuata dalla Sezione regionale dell'Albo tramite il Registro Imprese.

Dissesto idrogeologico

Per contrastare il dissesto idrogeologico, il decreto prevede:

  • Fondo dedicato per finanziare interventi di mitigazione del rischio in aree soggette a frane e alluvioni;
  • Obbligo per i Comuni di integrare nei piani urbanistici strategie di prevenzione, mappatura delle zone a rischio e divieto di edificazione in aree vulnerabili;
  • Piani di manutenzione per fiumi e torrenti, per ridurre il rischio di esondazioni;
  • Procedure semplificate per le emergenze, al fine di accelerare gli interventi in caso di calamità naturali.

Restrizioni sugli idrocarburi

Il decreto vieta il rilascio di nuovi permessi per la ricerca e lo sfruttamento di idrocarburi, sia a terra che in mare. Restano valide solo le concessioni già rilasciate prima dell’entrata in vigore della normativa. Le eventuali proroghe saranno concesse solo dopo un’attenta valutazione delle riserve residue e del tempo necessario per il loro esaurimento, limitando le attività alle sole aree essenziali per la produzione.

L’unica deroga riguarda l’estrazione di gas entro le 12 miglia dalla costa, consentendo il proseguimento dello sfruttamento fino all’esaurimento delle risorse, ma solo se la richiesta è stata presentata prima dell’entrata in vigore della normativa e se il giacimento dispone di almeno 500 milioni di metri cubi di riserve accertate.

Bonifiche di siti contaminati

Il decreto introduce procedure accelerate per la bonifica dei siti contaminati, con particolare attenzione ai siti orfani (aree inquinate prive di un responsabile identificato). Le principali novità includono:

  • Iter semplificati per velocizzare il recupero ambientale;
  • Maggiore coinvolgimento delle amministrazioni locali, per garantire interventi più efficaci e tempestivi.

Il Decreto Ambiente 2024 rappresenta un passo significativo verso la semplificazione normativa e la transizione ecologica. Attraverso incentivi per le energie rinnovabili, misure per la tutela del territorio e una gestione più efficiente delle risorse naturali, il provvedimento contribuisce in modo sostanziale al raggiungimento degli obiettivi climatici e di sostenibilità del Paese.